Napoli - inferno e paradiso sulla stessa via


Ci sono posti che vedi una sola volta nella tua vita, e poi c'è Napoli”, così dice John Turturro nel suo ultimo docu-film “Passione”, riguardante la immensa tradizione musicale napoletana.
Una frase, che raccoglie perfettamente quello che è la città partenopea. Un posto difficile da spiegare ma che ti cattura e basta. Compararla con le bellezze di Roma, Firenze o Venezia sembrerebbe qualcosa di riduttivo. Nessuno vuole fare un paragone con queste meravigliose cittá ma semplicemente riporterò i motivi per cui la vecchia Partenope è tanto apprezzata nel mondo.
Una città che potrebbe vivere di turismo, se lo sapesse sfruttare al meglio, visto le sue bellezze, riconosciute a livello mondiale, come il suo centro storico, il castel dell’Ovo, il Maschio Angioino, la sua meravigliosa costa, oltre alle innumerevoli chiese e chiesette di vari stili artistici che praticamente invadono le strade.
Camminando per il capoluogo campano, dicono che si può incontrare allo stesso tempo il paradiso e l’inferno. Quante volte mi è capitato di essere con amici stranieri e portarli per le strade e i vicoli di Napoli, loro mi domandano sorpresi: “Perchè si parla solo di Camorra e spazzatura?”. Rimangono spiazzati e deliziati dal centro storico, patrimonio dell’Unesco, dai tre castelli che proteggono la città, dalla meravigliosa costa che va da Bagnoli fino a Portici, dalla vista mozzafiata che si vede dal quartiere collinare di Posillipo.
Il napoletano è solito lamentarsi della sua città e non riesco a capirne il motivo. E’ vero i problemi ci sono ma come appena scritto c’è molto di più rispetto alla criminalità e alla disorganizzazione. Ogni volta che accompagno amici in giro, mi dico che dovremmo apprezzare di più quello che abbiamo e non parlo solo di Napoli ma parlo dell’Italia.
Vorrei concludere questa mia breve riflessione con le parole di John Turturro: “Napoli è un luogo misterioso sia per chi non ci abita sia per i suoi stessi abitanti: c'è qualcosa di veramente vibrante e vivo che si percepisce ovunque ed è come qualcosa d'infinito che percepisci anche quando la lasci. Mi ha colpito molto e credo di aver riportato nel film queste sensazioni”.
Ugo

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