Sto parlando dei Campi Flegrei, dal grego “flego”, che significa “brucio”, “ardo”. Questo testimonia la fervente attività vulcanica di questa terra. Visitare la terra che brucia significa passare per la zona occidentale di Napoli, con i suoi quartieri di Soccavo, Bagnoli e Fuorigrotta, Pozzuoli, definita la “piccola Roma” dagli antichi romani, Bacoli e Monte di Procida.
Numerose sono le attrazioni turistiche che possiede questa suggestiva terra, io vorrei soffermarmi solo su alcune. Prima fra tutte c’è sicuramente l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Si tratta del terzo al mondo, la sua costruzione è molto simile a quello di Roma, in quanto costruito più o meno nella stessa epoca del Colosseo.
Sempre nella città nativa
di Sofia Loren, si trova il “Tempio di Serapide” o “Macellum”, antica agorà ai tempi dei greci e successivamente trasformato in mercato. Per moltissimi secoli ha rappresentato l’indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo.
Pozzuoli è anche famosa per il suo vulcano, la Solfatara, situato nell’acropoli della città. E’ un cratere ancora attivo, dove si manifestano potenti fumarole che erompono i loro vapori sulfurei ad oltre 160 °C, mentre in una depressione centrale della caldera si può osservare del fango che bolle a 140 °C. Questo vulcano è stato reso celebre anche da alcuni famosi film di Totò, tra cui “Totò all'inferno” e “47 morto che parla”, e da alcune scene del famoso “Live at Pompei” dei Pink Floyd.
Non si può non menzionare l’area di Lucrino, dove risiedono il Monte Nuovo, il vulcano più recente d’Europa ed oggi oasi del WWF, il lago Lucrino, il Lago d’Averno, anch’esso una caldera vulcanica. Il fascino che trasmetteva questa area fu apprezzato anche da Virgilio. Infatti anche il poeta nel sesto libro dell'Eneide colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi, dove l'eroe Enea deve recarsi.
Più oltre l’area di Lucrino, c’è Baia (frazione di Bacoli),
che rappresentava il luog
o di soggiorno prediletto dell'aristocrazia romana e di diversi imperatori, che qui venivano a dilettarsi tra mare e otium edificandovi lussuose ville di soggiorno e numerosi impianti termali (di cui le sale monumentali ancora oggi vengono impropriamente chiamate "Tempio": spiccano quello di Mercurio, di Venere, di Diana). Quest’area è protetta dal Castello Aragonese, situato in un’area strategica, risultando praticamente inespugnabile.
Numerose sono le attrazioni turistiche che possiede questa suggestiva terra, io vorrei soffermarmi solo su alcune. Prima fra tutte c’è sicuramente l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Si tratta del terzo al mondo, la sua costruzione è molto simile a quello di Roma, in quanto costruito più o meno nella stessa epoca del Colosseo.
Sempre nella città nativa
Pozzuoli è anche famosa per il suo vulcano, la Solfatara, situato nell’acropoli della città. E’ un cratere ancora attivo, dove si manifestano potenti fumarole che erompono i loro vapori sulfurei ad oltre 160 °C, mentre in una depressione centrale della caldera si può osservare del fango che bolle a 140 °C. Questo vulcano è stato reso celebre anche da alcuni famosi film di Totò, tra cui “Totò all'inferno” e “47 morto che parla”, e da alcune scene del famoso “Live at Pompei” dei Pink Floyd.
Non si può non menzionare l’area di Lucrino, dove risiedono il Monte Nuovo, il vulcano più recente d’Europa ed oggi oasi del WWF, il lago Lucrino, il Lago d’Averno, anch’esso una caldera vulcanica. Il fascino che trasmetteva questa area fu apprezzato anche da Virgilio. Infatti anche il poeta nel sesto libro dell'Eneide colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi, dove l'eroe Enea deve recarsi.
Più oltre l’area di Lucrino, c’è Baia (frazione di Bacoli),
che rappresentava il luog
o di soggiorno prediletto dell'aristocrazia romana e di diversi imperatori, che qui venivano a dilettarsi tra mare e otium edificandovi lussuose ville di soggiorno e numerosi impianti termali (di cui le sale monumentali ancora oggi vengono impropriamente chiamate "Tempio": spiccano quello di Mercurio, di Venere, di Diana). Quest’area è protetta dal Castello Aragonese, situato in un’area strategica, risultando praticamente inespugnabile.
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