I bar più originali a Parigi


Se state pianificando un viaggio a Parigi e volete sorprendere i vostri amici o il vostro partner, vi consiglio di leggere questa piccola guida per i bar più peculiari di Parigi.
"Le George": Questo ristorante, situato sul tetto del Centro Pompidou, che ospita una famosa mostra sull’arredamento contemporaneo. Il bar, insomma, è come se fosse un'altra stanza del museo.

"Café de Flore": il caffè intellettuale parigino ha un arredamento in stile Art Deco con cucina tradizionale francese. Intellettuali come Camus, Sartre e Simone de Beauvoir erano clienti abituali di questo ristorante fondato nel Saint Germain nel 1885.
"Conduite Zero": il locale parigino ci trasporta indietro alla nostra infanzia con costanti riferimenti a Disney World. Un must visitarlo per il cocktail "Baloo" e "Aladdin" in una bottiglia.

"Dans le Noir": Vi trasmetterà un momento unisensoriale, una cena o un cocktail immersi nella completa oscurità. Questa è una opportunità di migliorare gli altri sensi, gustando un pasto delizioso accompagnato da un buon vino. I baristi sono tutti ciechi,in modo da poter vedere quanto si muovono bene all’oscurità.

"Les Deux Moulins": Conosciuto ai più appassionati di cinema come il "bistrot" di Amelie Poulain, la protagonista del film “Il favoloso mondo di Amelie”. Questo posto è un tipico caffè di Montmartre con un menu e un arredamento classico, ma con una magia speciale.
"Sud perchè uno arbre": Questo ristorante è un pò particolare per essere Parigi, perché ci sono altalene nel locale e prima di cenare riceverete un massaggio di 15 minuti o un'ora.
"Le Capitaine Fracassa" non poteva mancare nella nostra lista, un ristorante su un battello sulla Senna. Offre tutti i tipi di generi alimentari a prezzi normali, ideale per sorprendere il vostro partner per il vostro anniversario.

Firenze e i suoi ristoranti

Avete in programma un viaggio a Firenze? Se il vostro partner è difficile da accontentare, un viaggio romantico, non esitate a cenare negli affascinanti ristoranti di Firenze. Prendete per la gola la vostra amata/o e godetevi la fantastica cucina toscana.Qui elencati troverete i 5 ristoranti migliori del capoluogo toscano.

1. Ristorante La Gosta: Situato a pochi metri dal Duomo, questo ristorante è noto per essere sempre affollato. E questo è l'unico segno evidente che si tratta di un ristorante, in quanto non c'è alcun cartello che indica il posto. Magnifici antipasti con vari tipi di carpaccio e una varietà di pasta per tutti i gusti. Da bere ovviamente un ottimo vino toscano, che accompagna alla perfezione le portate.

2. Toscano: Se si preferisce una tradizionale colorata trattoria toscana, allora si dovrebbe scegliere questo ristorante situato nel centro. Inoltre, si tratta di un luogo a conduzione familiare, per cui il servizio è molto più amichevole, cosa difficile da trovare in un buon ristorante. Le portate variano dalla carne al pesce, accompagnate da gustose verdure grigliate.

3. Pinchiorri Vinoteca: ristorante decorato in stile rinascimentale, ammirato in tutta Italia. Si trova appena fuori dal Palazzo Santa Croce, ha una grande varietà di fiori in vasi d'argento, affreschi colorati in stile Cappella Sistina. Varietà marine ma anche tutti

i tipi di carne, il tutto preparato da chef italiani di grande esperienza. Tuttavia, non ho menzionato la specialità di questo ristorante: il vino. L’offerta prevede più di mille vini da scegliere, che mettono in difficoltà anche il migliore degli esperti. Come sempre la qualità si paga: la media è di 200€ a persona ed è richiesto abbigliamento adeguato.

4. Cibreo: se credi che la cucina italiana è fondamentalmente pasta, allora questo è il vostro ristorante. Non si cucina altro! Si possono gustare le migliori specialità italiane, concernenti la pasta. Un'altra caratteristica è che non c'è nessuna carta del menu, in quanto variano ogni settimana. Così i suoi camerieri recitare a memoria, a seconda della nazionalità del cliente, il menù del giorno.

5. I Latini: uno dei favoriti tra i turisti e il più tradizionale tra i cinque. Qui si può parlare con persone di tutto il mondo, che sono sedute a lunghi tavoli di pietra. Anche questo è un luogo perfetto per gli amanti del buon cibo, nel senso classico: le portate vanno dalla pasta, alla bistecca fiorentino fino a gustosissime insalate. Come un buon ristorante italiano ha una cantina al piano inferiore per varie degustazioni di vino.

Parigi e i suoi ristoranti

Parigi è uno di quei posti che meritano di essere visti almeno una (o più) volta nella vita. Il suo fascino è indiscusso. Parigi, con oltre 45 milioni di turisti l'anno, è, nello stesso tempo, sia la città che il luogo più visitato al mondo. Nel 2009 e 2010 Parigi è stata classificata tra le 3 città più importanti e influenti al mondo, tra le prime 3 "città europee del futuro" secondo una ricerca del Financial Times e tra le prime 10 città al mondo "dove vivere" secondo la rivista inglese Monocle.
La capitale francese ha poco a che fare con la parola “economico”. Nel 2010 secondo la rivista The Economist è la città più cara al mondo. Adeguarsi allo stile di vita di un parigino, significa avere un portafoglio pieno di banconote e carte di credito. Ma la “Città della Luce” sta diventando alla portata anche per coloro che non ricevono una generosa visita di San Paganino ogni fine mese. Questo non significa soggiornare in luoghi sperduti al mondo, in piena periferia parigina. Gli ultimi anni hanno visto un forte incremento dei vacanzieri zaino in spalla, grazie anche all'apporto di internet e di molte società che grazie al web possono offrire ap
partamenti a Parigi a prezzi accessibili un pò a tutte le utenze.
Una volta trovato l’alloggio, bisogna pensare al mangiare, vera e propria ossessione per noi italiani, magari spendendo poco. Ho cercato di fare una piccola guida, guardando tra i vari siti internet specializzati, riguardo i ristoranti più economici di Parigi. Qui di sotto troverete una piccola lista di posti, che personalmente ho visitato o hanno visitato amici miei.

La Cordonnerie
E’ un piccolissimo e spartano ristorante francese ubicato a due passi dal Louvre e dai Jardins del Tuleries. Il menu, a prezzi decisamente accessibili, propone una cucina tipicamente francese a base di prodotti
freschi. Da gustare il tradizionale foie gras, con salsa di cioccolato fatta in casa, e il maiale arrosto con funghi di campo, l'agnello alle erbe e senape e numerosi altri piatti locali. Non bisogna sottovalutare l'estro dello chef che è solito rendere il menù assolutamente imprevedibile, con frequenti cambi di programma e nuove proposte. Suggerita la prenotazione, il locale dispone di soli 20 coperti.
Indirizzo: 20 rue Saint-Roch, Parigi, France, 77720 metro: Pyramides

Le Coupe Chou
E’ uno storico ristorante situato nel cuore del quartiere latino, nella pittoresc
a rue de Lanneau. In questo piacevole locale, frequentato sin dagli anni '60 da numerosi VIP e personaggi di spicco, l'atmosfera retrò è

delle più indicate per una cena romantica: candele, caminetto, sale appartate, luci basse ed un piccolo giardino. La proposta gastronomica è orientata sulla tradizione francese (foie gras, anatra, salmone, lumache), con una selezione di vini decisamente soddisfacente. E' consentita anche la prenotazione online

Il Croccante
Se avete nostalgia del nostro squisito cibo italiano e avete voglia di provare il cibo del profondo sud italiano, questo è il posto per voi. Gestito da una simpatica famiglia siciliana, il Croccante è un bel ristorantino situato all'interno del XV arrondissement, sulla lunghissima rue de V
augirard nel cuore del quartiere Latino. La cucina è soprattutto quella del sud italia, con primi tipicamente siculi come gli spaghetti malerba o la pasta ai fiori di zucca, pizze (un must in tutti i ristoranti italiani parigini), numerosi antipasti e dolci isolani come la cassata, i cannoli, la panna cotta e il tiramisù. Interessante la selezione di vini del sud Italia. Il locale è piccolo, per cui la prenotazione è caldamente consigliata. Prezzi accessibili, dai 15 ai 30 euro a persona per un pranzo completo.
Indirizzo: 138 rue de Vaugirard, Parigi, France, 75015. Metropolitana: Falguière


Ristorante
de
s Beaux-Arts
Famoso il bollito. Atmosfera informale e accogliente, in tono con la tradizione "studentesca" di questo locale, frequentato(e decorato) dagli studenti delle Belle Arti.
Indirizzo: rue Bonaparte11. Metropolitana: Saint-Germain-des-Prés

Léon de Bruxelles
E’ una rinomata catena di ristoranti-brasserie specializzata nella preparazione di piatti di cozze e patatine. Sul fronte dei mitili c'è da sbizzarrirsi: le cozze sono cucinate in ben 14 modi, e servite in un tegame ancora ricoperte dal guscio nero. Se gratinate, invece, vengono riposte in un piatto di metallo, inizialmente rovente. Interessante anche la proposta di specialità regionali, dalle anguille al verde al salmone fresco, accompagnate da una bevanda alcolica o analcolica. Léon de Bruxelles ha ben 9 sedi in città, tra Les-Halles, Saint-Germain e altre località del centro.
Indirizzo: Place de la Bastille 3, bd Beaumarchais. Metropolitana: Bastille

Sushi Planet
Per gl amanti del cibo giapponese, consiglio vivamente di fare un salto in questa catena di ristoranti che propone nel cuore di Parigi una cucina tipicamente sushi-based. Le portate (sushi, sashimi, yakatori e via di seguito) sono servite su un grande kaiten-zushi, il nastro trasportatore utilizzato per un'ampia quantità di vivande. Quello di Sushi Planet raggiunge i 70 metri ed è uno dei più grandi di Francia.Nei megaschermi al plasma sulle pareti possiamo osservare, in perfetto stile giapponese, gli chef del locale al lavoro. L'ambiente è moderno ed originale, a tratti neo-barocco.E' possibile prenotare un tavolo anche online.
Indirizzo:
24 bd Richard Lenoir, Parigi, France, 75011. Metropolitana: Breguet-Sabin

Berlino e Kreuzberg

Berlino è una di quelle città che merita di essere visitata. Sinceramente sono rimasto colpito dalla capitale tedesca, la seconda volta che ci sono stato. Quando andai la prima volta, nel 2006, condizionato anche dal tempo, mi sembrava una città bella ma fredda. Quando ritornai per far visita a mio cugino, nel 2009, la trovai totalmente cambiata, magari anche aiutato dalla condizioni meteorologiche. Mi sembrò una città viva sia di giorno che di giorno, La sua atmosfera trasmetteva buone sensazioni a tutte le ore.
Il centro dell’Europa e la città simbolo del progresso, così viene definita la capitale tedesca, colpisce per la sua grandezza e il suo insieme armonioso di stili tanto diversi tra loro. Si tratta di una città in continua evoluzione. I suoi simboli sono sicuramente la Porta di Brandeburgo, il Parlamento e il Duomo ma il vero vanto dei berlinesi sono gli oltre 170 musei, che attraggono ogni anno milioni di visitatori.

Ma il quartiere che, personalmente, mi è piaciuto di più è senza dubbio Kreuzberg, che si sviluppa sul fiume Landwehrkanal. E’ un posto fuori dall'ordine e dalla rigidità del resto della Germania. Si trova a Berlino Ovest, a sud-est del centro, ed era un quartiere di confine ai tempi del muro. Si suddivide in Kreuzberg 61 vicino al centro, e più simile al resto della città, e Kreuzberg 36, il vero e proprio Kreuzberg, il più speciale ed esotico. E’ il quartiere più piccolo di Berlino, ma anche il più popolato e il più multiculturale. Un tempo era il quartiere degli operai berlinesi, oggi è animato dagli immigrati, soprattutto turchi, dagli studenti e dagli artisti alternativi. Nelle sue strade, in particolare lungo l’Oranienstrasse, vicino il canale, si susseguono numerose gallerie, locali alternativi, kneipen e mercanti. Le sue principali attrazioni sono il Checkpoint Charlie, il museo dell’Olacausto Jüdisches Museum, il Deutsches Technikmuseum Berlin, il Viktoriapark, il Görlitzer Park, il Mehringplatz, il Oberbaumbrücke, il Martin-Gropius-Bau e il Topographie des Terrors

Viaggio negli ardenti e storici Campi Flegrei

Questa volta il nostro viaggio si sposta nella parte occidentale di Napoli. Quando si parla del capoluogo campano, spesso si dimentica di una terra affascintante ed incantevole per i suoi paesaggi, piena di storia e scientificamente attrattiva per i numerosi vulcani, che caratterizzano quest’area.
Sto parlando dei Campi Flegrei, dal grego “flego”, che significa “brucio”, “ardo”. Questo testimonia la fervente attività vulcanica di questa terra. Visitare la terra che brucia significa passare per la zona occidentale di Napoli, con i suoi quartieri di Soccavo, Bagnoli e Fuorigrotta, Pozzuoli, definita la “piccola Roma” dagli antichi romani, Bacoli e Monte di Procida.

Numerose sono le attrazioni turistiche che possiede questa suggestiva terra, io vorrei soffermarmi solo su alcune. Prima fra tutte c’è sicuramente l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Si tratta del terzo al mondo, la sua costruzione è molto simile a quello di Roma, in quanto costruito più o meno nella stessa epoca del Colosseo.

Sempre nella città nativa di Sofia Loren, si trova il “Tempio di Serapide” o “Macellum”, antica agorà ai tempi dei greci e successivamente trasformato in mercato. Per moltissimi secoli ha rappresentato l’indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo.
Pozzuoli è anche famosa per il suo vulcano, la Solfatara, situato nell’acropoli della città. E’ un cratere ancora attivo, dove si manifestano potenti fumarole che erompono i loro vapori sulfurei ad oltre 160 °C, mentre in una depressione centrale della caldera si può osservare del fango che bolle a 140 °C. Questo vulcano è stato reso celebre anche da alcuni famosi film di Totò, tra cui “Totò all'inferno” e “47 morto che parla”, e da alcune scene del famoso “Live at Pompei” dei Pink Floyd.
Non si può non menzionare l’area di Lucrino, dove risiedono il Monte Nuovo, il vulcano più recente d’Europa ed oggi oasi del WWF, il lago Lucrino, il Lago d’Averno, anch’esso una caldera vulcanica. Il fascino che trasmetteva questa area fu apprezzato anche da Virgilio. Infatti anche il poeta nel sesto libro dell'Eneide colloca vicino a tale lago l'ingresso mistico agli Inferi, dove l'eroe Enea deve recarsi.
Più oltre l’area di Lucrino, c’è Baia (frazione di Bacoli),
che rappresentava il l
uogo di soggiorno prediletto dell'aristocrazia romana e di diversi imperatori, che qui venivano a dilettarsi tra mare e otium edificandovi lussuose ville di soggiorno e numerosi impianti termali (di cui le sale monumentali ancora oggi vengono impropriamente chiamate "Tempio": spiccano quello di Mercurio, di Venere, di Diana). Quest’area è protetta dal Castello Aragonese, situato in un’area strategica, risultando praticamente inespugnabile.

Siviglia, la regina dell'Andalusia

Rimanere affascinati dalla loro genuità, dal loro modo di parlare, magari o spesso ad alta voce, la loro cordialità, la loro passionalità, sono solo alcuni aspetti di una delle regioni più belle della Spagna, l’Andalusia.
La sua configurazione geografica è uno degli elementi che conferisce unicità a questa regione. Dal punto di vista geografico, si possono distinguere tre grandi aree ambientali, formate dall'interazione di diversi fattori che influenzano l'ambiente fisico: la Sierra Morena (che separa l'Andalusia dalla Meseta), la Cordigliera Betica e la Depressione Betica che distingue l'Alta Andalusia dalla Bassa Andalusia.

Il capoluogo è Siviglia, terza città per popolazione ed importanza della Spagna. La città andalusa era l’antica capitale spagnola, conservando ancora quello spirito che la rende unica in Andalusia.
Non c'è nulla nell'Europa occidentale di più esotico di Siviglia. L'elegante capitale dell'Andalusia rappresenta bene tutti gli stereotipi della Spagna: i tori, le tapas, il vino, la birra, la gente allegra che ama le feste. Solo che a Siviglia queste non sono invenzioni fatte apposta per attirare turisti ma l'anima stessa di un popolo che ama vivere così. Ovvio che questi non sono i soli motivi per cui è giusto visitare la capitale andalusa.
Non si può introdurre una città come Siviglia senza fare riferimento alla lunga presenza dei musulmani che hanno lasciato nella città delle tracce indelebili della loro cultura; anche se subito dopo la Riconquista cattolica si è fatto di tutto per cancellare i simboli della presenza "infedele", questi segni a Siviglia restano evidenti. Come nel caso della Giralda, la torre simbolo della città che una volta era il minareto di una moschea e come la Cattedrale, edificata su quella
che era la Moschea maggiore della città.
La vita della città si svolge intorno al Guadalquivir,
presenza importante ma quasi nas
costa, fiume placido che taglia la città in due e che da sempre ha segnato la vita di Siviglia: grazie al Guadalquivir la città divenne il punto di incontro per i commerci fiorenti nel periodo della Scoperta dell'America. Oggi è l'unico porto fluviale della Spagna.
I periodi migliori per visitare questa bellissima città sono senza dubbio l’autunno e la primavera, quando la temparatura è un pò più bassa rispetto al torrido calore africano dell’estate. Addentrarsi tra le viuzze strette e i quartieri aristocratici dai cortili silenziosi è davvero qualcosa di stupendo, Siviglia nasconde un patrimonio monumentale di grande valore, fatto di edifici maestosi, chiese imponenti, palazzi in stile arabo.

Mangiare bene a Londra? Si è possibile!

Mangiare... dove mangiamo oggi? Che cosa soprattutto? Ogni volta che ci troviamo in un paese che non sia il nostro, siamo ossessionati dal cibo. Soddisfare le nostre esigenze culinarie non è facile, soprattutto se si è in una città come Londra, capitale dell’Inghilterra, famosa per il suo pessimo cibo.


Mangiare bene
qui sembra quasi una contraddizione ma è invece è possibile. Stanchi di essere criticati in merito, i londinesi e gli inglesi in genere, hanno reagito importando chef di rango da tutto il mondo.
Per quanto riguarda la cucina inglese, oltre al noto fish&chips, rarissimi sono i ristoranti davvero british, sono le molto diffuse le steak-house dove si mangia carne cotta alla griglia, con contorno di patatine. I pub che offrono un altro esempio di cibo British, con una buona ristorazione e con un costo più accessibile dei ristoranti.
In generale i ristoranti di Londra
non chiudono tardi come in Italia, è sempre megli
o prenotare con anticipo (nei ristoranti di alto livello, sempre), la mancia va dal 10 al 15% ed è pratica abituale (anche se alcuni locali la aggiungono già al conto e quindi fate attenzione per non pagarla due volte). I ristoranti spesso propongono anche menù a prezzo fisso. Generalmente vi sono cibi caldi dalle 12.00 alle 14:30 e alla sera tra le 17:30 e le 22.00.
Ecco una lista di ristoranti che vorrei consigliarvi per la vostra visita a Londra. Spero riesca a soddisfare le vostre esigenze e le solite domande che ci poniamo ogni volta che andiamo in una paese che non sia la nostra amata Italia.

Alfred, 245 Shaftesbury Avenue, Westminster, tel.44 (0)207 240 2566, fax 44 (0)171 497 0672. Cucina tipicamente british ma di alto livello e buon prezzo
Blah Blah Blah, 78 Goldhawk Road, W12, tel.020 8746 1337. Ristorante vegetarian
o con sfumature di cucina francese. Da 16 sterline
Pharmacy, 150 Notting Hill Gate, W11, tel. 207-221-2442. Specialità britanniche, pesce e cacciagione. Da 20 sterline
El Rincón, 2A Pond Place, SW3, tel.020 7584 6655. Un tocco dell'alchimia della cucina spagnola nel cuore del Regno Unito. Da 40 sterline (vino compreso)
The Real Greek, 15 Hoxton Market, N1, tel.020 7739 8212. Cucina greca molto ortodossa e gustosa. Sulle 25 sterline.
Jindick, 201 Liverpool Road, tel. 0044-207-6077710. Cucina australiana e specialità del Pacifico. Da 20 sterline .
Bibendum Michelin House 81 Fulham road South Kensington tel. 020 78237925 Il primo dei ristoranti aperti, arredati e lanciati da Terence Conran. Si trova all'ultimo piano del Michelin Building a South Kensington, che ospita proprio il Conran Shop. Luogo piacevole, raffinato, ma parecchio caro.
Livebait, 21 Wellington Street, WC2, tel. 020 7836 7161. Cucina a base di pesce molto trendy, da 16 sterline
Bank, 1 Kingsway, WC2, tel.020 7379 9797. Cucina continentale "moderna" in un locale veramente bello. Da 14 sterline
French House Dining Room 1st floor, 49 Dean Street, W1, tel.020 7437 2477. Incursioni di cucina francese in salsa britannica.
Sulle 23-25 sterline

Ristoranti “molto” anglosassoni
Maggie Jones’s - 6 Old Court Place, London, W8 4PL - Tel: +44 (0)20 7937 6462 Fermata metro: High Street Kensington

St. John restaurant - 26 St John Street London EC1M 4AY - Tel. + 44 (0)20 7251 0848

Blue print cafè - dentro il Design Museum - Butlers Wharf SE1 2YD - Tel:+44 (0)20 7378 7031

Albannach www.albannach.co.uk - 66 Trafalgar Square, London, WC2N 5DS +44 20 7930 0066

Just St.James www.juststjames.com - 12 St. James's St, SW1A 1ER +44 20 7976 2222

Porters English Restaurant www.porters.uk.com - 17 Henrietta St, London, WC2E 8QH, +44 20 7836 6466

Istanbul, meraviglie tra Occidente ed Oriente

Una città che ti cattura, che ti emoziona, che ti fa innamorare ogni volta che vai a vederla. Istanbul è la porta d’ingresso per l’Oriente ma allo stesso tempo è anche quella per l’Occidente. La si può considerare tranquillamente un crocevia tra due civiltà, quella occidentale e quella di radice islamica.
Le sue radici
Una città molto legata al padre fondatore della Turchia. Ataturk è visto come un vero e proprio eroe nazionale,una divinità addirittura,come dimostra la chiusura di Youtub
e nel 2008 poiché erano stati pubblicati un paio di video da parte di greci che lo “offendevano”.
La città e le sue bellezze
Dopo aver fatto una piccola introduzione culturale, riguardante la capitale culturale della Turchia, vorrei cercare di descrivere un pò questa bellissima città.
La prima cosa che consiglio di fare è quella di alloggiare nella p
arte “moderna” della città, collegato perfettamente con il resto della città attraverso metro, autobus e Dolmus (minibus che partono quando sono pieni), se avete voglia di vivere anche la vita notturna. Il quartiere si chiama Beyoglu e la zona migliore è Taksim, senza dubbio. Un posto vivo 24 ore su 24, non si ferma neanche per le festività. Il venerdì o il sabato sera, se si esce qui, si possono incontrare letteralmente un milione di persone. I locali che caratterizzano questa zona sono di vario stilo. Si può andare dal più local, esibizioni di danza del ventre, fino al più moderno, come un club o una discoteca. Numerosi ristoranti popolano la via principale, Istiklal Caddesi, e i suoi vicoli. Il motto dei turchi è mangiare sempre e comunque e a qualunque orario.
Dopo aver descritto brevemente la zona più moderna della città, vorrei scrivervi del resto. Istanbul presenta numerosi posti turistici, spesso con paesaggi emozianti e meravigliosi.
La principale zona turistica della città è sicuramente quella dove c'è la Moschea Blu (Sultanahmet). La particolarità di questa moschea è quella di possedere ben 5 minareti. A lato di essa si tr
ovano il palazzo reale del sultano (Topkapi Saray) e la moschea/chiesa di Aya Sofia. Per quanto riguarda la moschea è meravagliosa esteriormente ma il suo interno è spartano, in quanto la religione islamica vieta l’iconografia, perderete massimo 10 minuti per visitarla. Per gli altri due posti ci sará bisogno almeno di 3 ore ma ne vale davvero la pena.
Una volta finito di visitare questi posti, a 5 minuti a piedi, c’è il Gran Bazar, un posto prettamente turistico dove i prezzi non sono per niente turchi, ma che vale la pena entrarci, in quanto molto folcloristico. Lì sarete lettaralmente assiliti da numerosi venditori, che molto probabilmente vi inviteranno a bere un thè, pur di convincervi.
Per descrivere correttamente tutti i luoghi di questa città ci vorrebbe una vita. Io cercherò di elencarvi i migliori, secondo il mio punto di vista:
- Eyüp (la sua moschea è considerata la più sacra al mondo dopo quelle di La Mecca e Gerusalemme. Da lì consiglio vivamente di sedersi in una caffetteria e bere un thè turco, godendo la vista del Corno d’Oro)
- Tour del Bosforo (Costa intorno ai 6-7 euro)
- Prendere il traghetto per spostarsi dalla parte occidentale a quella orientale (si dice andare in Asia), godendo la meravigliosa vista, magari bevendo un thè e mangiando un simit
- Torre di Galata (da qui potrete vedere ben 3 lati della città: il corno d’oro, la Moschea Blu e Aya Sofia, la zona orientale. Ps nei pressi di questa torre, c’è una terrazza, il suo nome è Konak, che consiglio vivamente)
- Uskudar, Moda e Bostanci nella zona orientale
Spero di avervi dato un aiuto e vi consiglio vivamente di andare a Istanbul il prima possibile. E’ una città “masallah” :)

Napoli - inferno e paradiso sulla stessa via


Ci sono posti che vedi una sola volta nella tua vita, e poi c'è Napoli”, così dice John Turturro nel suo ultimo docu-film “Passione”, riguardante la immensa tradizione musicale napoletana.
Una frase, che raccoglie perfettamente quello che è la città partenopea. Un posto difficile da spiegare ma che ti cattura e basta. Compararla con le bellezze di Roma, Firenze o Venezia sembrerebbe qualcosa di riduttivo. Nessuno vuole fare un paragone con queste meravigliose cittá ma semplicemente riporterò i motivi per cui la vecchia Partenope è tanto apprezzata nel mondo.
Una città che potrebbe vivere di turismo, se lo sapesse sfruttare al meglio, visto le sue bellezze, riconosciute a livello mondiale, come il suo centro storico, il castel dell’Ovo, il Maschio Angioino, la sua meravigliosa costa, oltre alle innumerevoli chiese e chiesette di vari stili artistici che praticamente invadono le strade.
Camminando per il capoluogo campano, dicono che si può incontrare allo stesso tempo il paradiso e l’inferno. Quante volte mi è capitato di essere con amici stranieri e portarli per le strade e i vicoli di Napoli, loro mi domandano sorpresi: “Perchè si parla solo di Camorra e spazzatura?”. Rimangono spiazzati e deliziati dal centro storico, patrimonio dell’Unesco, dai tre castelli che proteggono la città, dalla meravigliosa costa che va da Bagnoli fino a Portici, dalla vista mozzafiata che si vede dal quartiere collinare di Posillipo.
Il napoletano è solito lamentarsi della sua città e non riesco a capirne il motivo. E’ vero i problemi ci sono ma come appena scritto c’è molto di più rispetto alla criminalità e alla disorganizzazione. Ogni volta che accompagno amici in giro, mi dico che dovremmo apprezzare di più quello che abbiamo e non parlo solo di Napoli ma parlo dell’Italia.
Vorrei concludere questa mia breve riflessione con le parole di John Turturro: “Napoli è un luogo misterioso sia per chi non ci abita sia per i suoi stessi abitanti: c'è qualcosa di veramente vibrante e vivo che si percepisce ovunque ed è come qualcosa d'infinito che percepisci anche quando la lasci. Mi ha colpito molto e credo di aver riportato nel film queste sensazioni”.
Ugo

A Cannes va in scena anche la pubblicitá

Cannes cittá del cinema: è indubbio, infatti, che la bella cittadina francese sia conosciuta in tutto il mondo per il celeberrimo festival cinematografico che si svolge annualmente, attirando l’attenzione dei media e del pubblico.

Cannes

Ma il famoso festival non è l’unico evento importante che si celebra nella la cittá francese. Cannes concede il proprio palcoscenico anche ad un’altra forma di comunicazione, parte della vita quotidiana di tutti noi: la pubblicitá. Si tengono qui, infatti, i Cannes Lions, il Festival Internazionale della Pubblicitá.

Cannes è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che operano nel campo della comunicazione pubblicitaria e del marketing. La prima edizione è datata 1954, ma il festival si tiene continuativamente a partire dal 1983.

Le cifre delle scorse edizioni sono molto importanti: oltre 9000 delegati registrati provenienti da oltre 85 paesi, 26000 lavori creativi, 45 seminari e 20 workshops organizzati, quattro cerimonie di premiazione.

Cannes Lions 2008

Dal 19 al 25 giugno 2011 si svolgerá la 58a edizione di questo festival particolare, nato, quasi 60 fa, sulle orme di quello più famoso cinematrografico.

Verrete a vederlo?

Un po’ di cucina fiorentina

Ci sono tanti modi per visitare una città come Firenze, mettendone in primo piano degli aspetti piuttosto che altri: si può pensare a Firenze come alla città degli Uffizi o a quella dei Medici e di Machiavelli, alla città che fu per 5 anni capitale d’Italia e per un anno (1985) capitale europea della cultura, alla città del Decamerone o di Santa Maria del Fiore e Santa Novella, alla città di Piazza della Signoria o di palazzo Pitti...

Qui la si osserverà da uno scorcio un po’ particolare: la nostra Firenze, ora, sarà quella che si può portare a tavola.

Bistecca fiorentina Fiorentina 2

Premettendo che non si può pensare alla cucina fiorentina senza pensare all’olio extravergine di oliva, al pane toscano e alle carni, accennerò ad alcuni piatti tipici, generalmente poveri, che ritengo particolarmente significativi. Mi sono limitato a due piatti per “categoria”: due primi, due secondi, due dolci. Se vuoi visitare la città, prenota un appartamento vacanze a Firenze con Oh-Florence.com

Tra i primi ho selezionato la pappa al pomodoro e la ribollita: entrambi piatti poveri, utilizzano come primo ingrediente il pane locale quando è raffermo, accompagnato da altre verdure di stagione; pomodori, aglio basilico la pappa al pomodoro, cavoli neri e fagioli la ribollita.

Tra i secondi ho scelto la bistecca e la trippa alla fiorentina.

La bistecca alla fiorentina (o semplicemente fiorentina) è costituita dalla lombata del vitellone (il cui osso a T motiva la denominazione inglese di T-bone steak) frollata e poi cotta alla griglia (seguendo una procedura ben precisa), mentre la trippa è un altro piatto povero, costituito dalla trippa tagliata a striscioline cotta con cipolle, carote e sedano (soffritti) e pomodori.

Tra i dolci i molto simili pan con uva e pan di ramerino.

Il primo, di origine umile, si prepara semplicemente con la pasta del pane, l’olio d’oliva, il rosmarino, l’uva nera e lo zucchero, mentre il pan di ramerino è simile ma lievitato, e può aggiungere a questi ingredienti anche latte e uova.Scopri la straordinaria cultura Fiorentina e prenota con Oh-Florence un appartamento a Firenze

Ovviamente, non è il caso di dirlo, ogni piatto fiorentino andrebbe accompagnato da un buon bicchiere di chianti!

Le gondole di Venezia: non solo romantiche …

L’indiscutibile romanticismo di Venezia non può che essere evidenziato dalla sua tradizionale lotta contro l'acqua, e punto di vista consigliato per ammirare (romanticamente) la città non può che essere dall’acqua stessa.

Il Canal Grande è l’inizio ideale del tour attraverso la vasta rete di canali che, come strade e autostrade, segmentano il capoluogo veneto: le sue rive offrono una collezione di gioielli architettonici tardomedievali. Inutile dire che potrete ammirare il (romantico) ponte di Rialto - il più antico dei quattro che attraversano il Canale - da uno scorcio affatto particolare.

Gondole veneziane Gondole veneziane

La gondola è un tradizionale sistema di trasporto, rispettoso dell’ambiente e praticamente immune al passare del tempo. È amato tanto dal turista quanto dall’abitante: oltre ad offrire un piacevole giro al visitante occasionale, la barca veneziana è infatti ancora un vero e proprio mezzo di trasporto, veloce e relativamente economico rispetto alle barche del trasporto ACTV.

Certo, in passato le gondole erano molto più numerose e sparse per tutta la città, mentre oggi, con l'introduzione delle barche a motore, il servizio copre solo alcune rotte limitate. Si pensi che nel XVII secolo erano circa 10.000, mentre oggi sono 500.

Alcune curiosità:

Una vera gondola è costruita con circa 300 pezzi e con legni diversi (mogano stagionato, tiglio, olmo, noce, quercia, larice, ciliegio e pino), ed è asimmetrica, per compensare il peso del gondoliere e la stessa funzione ha la parte di metallo (che possiede, d’altronde, una simbologia iconografica ben precisa) che si trova davanti alla barca.

Tutte le gondole, come impone una regola del 1562 ancora in voga, sono nere: il colore è quello della pece usata per impermeabilizzare il legno.

Gondole veneziane Gondole veneziane

Tutte le gondole sono costruite nei così detti “Squero” (termine derivante dal greco eskarion, porto, o dallo strumento per carpentieri chiamato squara) e può costare circa 20.000€.

Prima di essere utilizzate a fini turistici, le gondole potevano possedere una sorta di cabina che proteggeva il viaggiatore dal freddo, dalle intemperie e dagli sguardi indiscreti.

La più antica fonte testuale sulla gondola è un documento del 1094: si tratta di un decreto del doge Vitale Falier, in cui si consente ai cittadini di utilizzare una gondulam. L'origine del nome è incerta: per alcuni deriverebbe dal latino “cymbula", per altri dal greco "kundy".

Il gondolino è stato inventato nel 1825: è simile a una gondola, ma meno lunga e pesante (10,5 m. e 160 kg circa), e quindi più veloce e difficile da manovrare. È utilizzata nella gara annuale detta Regata Storica.

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La British Library: la giovinezza di una biblioteca immensa

La londinese British Library, una delle più importanti biblioteche del mondo, ha poco più di 35 anni: veramente pochi (se non pochissimi), rispetto alla maggior parte delle biblioteche equivalenti straniere.

British Library

Qualche data importante della biblioteca nazionale del Regno Unito: inizialmente parte del rinomato British Museum, fu creata ufficialmente nel 1973 con il British Library Act 1972. Nel 1983 assorbe la National Sound Archive. Nel 1997 riunisce le sue immense raccolte nel edificio (il più grande che sia stato costruito nel Regno Unito nello scorso secolo) progettato da Colin St John Wilson, uno dei maggiori architetti britannici.

Due luoghi importanti all’interno della biblioteca sono la Libreria Reale (The King's Library) e la sala dei Tesori della British Library.

La prima si trova in una torre d’oro alta tre piani nel centro dell’edificio. Raccoglie più di 60.000 opere a loro volta raccolte dal Re Giorgio III tra la fine del 1800 ed il primo ventennio del secolo successivo.

British Library

Anche la sala dei Tesori della British Library è da visitare, per l’importanza e la quantità delle opere che vi sono contenute.

Oltre che libri, la biblioteca possiede un’enorme raccolta di riviste e quotidiani, soprattutto britannici e irlandesi ma anche stranieri (particolarmente fornita per quanto riguarda le riviste in caratteri latini e cirillico, molto meno per quelle di lingue medio-orientali) oltre che di francobolli e materiale filatelico: circa 100.000 pezzi provenienti da tutto il mondo sono fruibili su prenotazione. La biblioteca è divenuta uno dei centri di ricerca filatelica più importanti al mondo.

Un accenno anche al tema del “Deposito Legale”: assieme alla Biblioteca Bodleiana di Oxford, a quella della Cambridge University Library, alla dublinese Trinity College Library, e alle Biblioteche Nazionali di Galles e Scozia, la British Library ha il diritto di ricevere gratuitamente una copia di tutte le opere pubblicate nel Regno Unito o in Irlanda, e dal 2003 il privilegio si è esteso anche ad alcuni documenti elettronici.

Statua di Isaac Newton

Infine, siamo contenti di segnalare un relativamente recente cambio di approccio verso i clienti da parte della biblioteca, che si è aperta alle visite del pubblico e ha reso più semplice la ricerca. È ora sufficiente presentare un documento d’identità per ricevere un pass che consente l’accesso alle risorse. Certo, a seguito dell’afflusso assai maggiore di visite, ci sono state lamentele dovute alla mancanza d’armadietti e di guardaroba!

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